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Dall'8 al 19 novembre

La mostra sulla Settimana Rossa a Jesi

18 luglio alla Mole: poesia e sovversione

Un fumetto delle edizioni Gwynplaine per il 100° anniversario della Settimana rossa

Fuochi di giugno per la Settimana rossa

Da Moro a Berlinguer. Il Pdup dal 1978 al 1984

 

Il volume ripercorre le origini del Pdup fino al sequestro Moro, prende in esa­me la vita politica e il contributo del Pdup anno dopo anno, iniziativa dopo iniziativa, le specificità regionali con molti riferimenti alle Marche. Dall’improvvisa scom­parsa di Berlinguer, fino all’ultima assem­blea nazionale dei delegati del Pdup che as­sunse la libera scelta di terminare la propria esperienza autonoma e al Comitato centrale del Pci che ufficializzò la confluenza.Gli autori, Valerio Calzolaio e Carlo Latini, ne parleranno con il Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli e il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi.

 

L’evento, che sarà coordinato da Nino Lucantoni, rientra nella serie di iniziative legate al centesimo anniversario della Settimana Rossa e si terrà nei locali dove è stata allestita la mostra.

 

Speciale "Lucifero" per i cento anni della Settimana rossa

 

Sarà presentato e distribuito venerdì 27 giugno, alla Mole, il numero speciale del Lucifero, il periodico più antico d’Italia, dedicato al centesimo anniversario della Settima Rossa.

Il Lucifero, il periodico repubblicano più antico e, ancora attivo, in Italia, dedicò una serie di edizioni agli eventi che nel giugno del 1914 interessaro no Ancona e l’Italia: la Settimana Rossa.

 

In occasione delle celebrazioni, che hanno avuto avvio in questo mese nel capoluogo regionale, è stato realizzato un numero speciale del foglio repubblicano dedicato a quegli avvenimenti che un secolo fa animarono la rivolta che da Ancona si sparse a macchia d’olio in tutto il Paese.

Avere una copia dell’edizione speciale 2014 del Lucifero, dedicata alla Settimana Rossa, sarà per gli storici e gli appassionati delle vicende di Ancona, un documento da non perdere: ”La Settimana Rossa di sangue e di rivolta indica al proletariato le vie della redenzione”. A illustrare il numero speciale del Lucifero saranno il Prof. Mario Di Napoli, Presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana, Consigliere Parlamentare e Pietro Caruso, Direttore del Pensiero Mazziniano, periodico storico scientifico dell’Associazione.

L’incontro sarà coordinato da Filippo Giulioli, Presidente della locale sezione Ami.

Nei giorni della rivolta il Lucifero, periodico della Consociazione provinciale repubblicana di Ancona fu l’unico organo di informazione ad uscire e informare gli anconetani di quanto stava accadendo.

Uno strumento storico di estrema importanza perché capace di fornire una fotografia attenta e precisa degli avvenimenti che si svolsero quel tragico 7 giugno e nelle giornate successive e che è ampiamente documentato all’interno della mostra allestita alla Mole..

Il periodico, che esce dal 1870, è il più antico giornale in Italia e ha avuto importanti direttori come Domenico Barilari, Pietro Nenni, Oddo Marinelli, Oliviero Zuccarini, Amilcare Sternini, Rodolfo Pacciardi, Mario Campagnoli, Alfredo Morea, Claudio Salmoni, Guido Monina, solo per citarne alcuni tra i più noti personaggi politici locali e nazionali.

 

 

La Storia prende vita. Dal 26 al 28 giugno cinema e teatro per la Settimana rossa

 

Dodici maestri e otto capolavori del cinema d’autore. Questi i numeri della rassegna cinematografica che Arci Ancona ha curato in collaborazione con l’Istituto Gramsci, per la celebrazione del centesimo anniversario della Settima Rossa.

Rocco e si suoi fratelli” di Luchino Visconti, sarà il primo della serie che prenderà avvio giovedì 26 giugno, ad Ancona, alle ore 21.30, nel canalone della Mole.

Una rassegna che vuole essere un viaggio nel cinema d’autore, attraverso film che raccontano e si fanno partavoce delle istanze di una società in tumulto.

Perle di rara bellezza, granate atroci e nere, al tempo stesso, vere e crudeli.

Sabato 28 giugno, sarà il teatro a ricordare la Settimana Rossa con “Fuochi di giugno”. Prospettive fugaci che gettano luce e svelano ombre sul ricordo dell’evento, che interessò Ancona, le Marche e gran parte dell’Italia, in cui tragedia, speranza, idealismo e illusione bruciarono proprio nei Fuochi di Giugno.

L’opera, di Adriano Ferri, sarà rappresentata nella bellissima cornice della Corte del Lazzaretto, da Chiara Coletta, Adriano Ferri e Luigi Petrolini.

Le musiche sono di Eolo Taffi e la collaborazione artistica è di Luigi Moretti.

 

Fuochi di Giugno è una produzione dell’Istituto Gramsci Marche, realizzata con l’Arci Ancona e Virago Teatro.

A cento anni dalla Settimana rossa

13 giugno: "Riflessioni sulla Settimana rossa"

Rivoluzione mancata, rivoluzione impossibile? Una riflessione sulla Settimana rossa quella di venerdì 13 giugno, coordinata da Massimo Papini, Presidente dell'Istituto Storia Marche e sviluppata da Luigi Lotti dell'Università di Firenze, Nino Lucantoni, direttore dell'Istituto Gramsci Marche, Adolfo Pepe direttore della Fondazione "Di Vittorio" e docente all'università di Teramo, Lidia Pupilli, vicepresidente della Associazione Storia contemporanea, Silvia Serini, bibliotecaria del Centro Mazziniano di Senigallia e Marco Severini dell'università di Macerata.

Le foto

* Mercoledì 11 giugno Incontro con Susanna Camusso

7 giugno: alla Mole Vanvitelliana di Ancona inaugurata la mostra

A cento anni esatti da quel tragico 7 giugno 1914, è stata inaugurata la mostra dedicata alla Settimana Rossa con un convegno che, alla Mole  Vanvitelliana di Ancona, ha aperto la miriade di incontri, avvenimenti, concerti e filmati che sino a tutto l'autunno prossimo ricorderanno uno degli eventi più' importanti della storia anconetana e nazionale.

Interventi del curatore della mostra, Nino Lucantoni, del Presidente  dell'Istituto Gramsci Marche, Carlo Latini, del Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, di Carlo Ghezzi, Presidente della Fondazione Di Vittorio, della Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, del  Presidente nazionale dell'Associazione Mazziniana Italiana, Mario Di Napoli e di Wilma Bontempo, Segretaria della CGIL della provincia di Ancona.

Nella foto: (da sinistra) Vilma Bontempo, Pietro Marcolini, Carlo Ghezzi, Carlo Latini, Valeria Mancinelli, Valeria Fedeli, Mario Di Napoli.

Le foto della inaugurazione

7 giugno 2014. La settimana rossa cento anni dopo

La Canzone Popolare della Settimana Rossa

Di questa canzone non si ha notizia di un autore specifico, fatto è che nel corso degli anni si è tramandata nei ceti popolari di Ancona.

Nel fatale sette giugno
Proprio il di dello Statuto
Degli onesti avrian voluto
Seriamente protestar

 

Contro i capi e le feroci
Compagnie di disciplina
Ma il Prefetto alla mattina
Malatesta fece arrestar


Il comizio fu inibito
Ed allora a Villa Rossa
Quella gente
Alquanto scossa
Dal rifiuto si adunò


Tutti quanti gli oratori
Già d’accordo nel parlare
Stabiliron d’iniziare
Una seria agitazion


Nell’uscire i dimostranti
Dal local tranquilli e buoni
Fur purtroppo testimoni
Di una scena di terror

Stretti oppressi circondati
Assaliti qual canaglia
Dello Stato la sbirraglia
Contro il popolo sparò


Fu per l’orrida tragedia
Che nel mondo non v’è guari
Tre compagni a noi più cari
Morti caddero nel suol


Maledetta la sbirraglia
Che ci ha immersi nel dolore
Lì per lì colpita al cuore
Tutta Italia protestò


Ma non basta la protesta
Non è nulla il nostro pianto
Per coloro che soffron tanto
Perché han perso i lor figliol


Pane offriamo a queste madri
Non sol verbo lusinghiero
Dando al mondo esempio vero
Della nostra civiltà


Ancona 7 giugno/20 luglio 2014

Mole Vanvitelliana

DALL'ARCHIVIO DI STATO DI ANCONA - Fondo Oddo Marinelli

Questa foto della settimana rossa è stata ritrovata nell'Archivio di Stato di Ancona. Non sappiamo chi siano le persone ritratte, né il luogo dove è stata scattata l'immagine. Se qualcuno in rete è in grado di fornire informazioni può inviarcele via mail.

Cartolina commemorativa della settimana rossa con le foto delle vittime e il luogo dell'eccidio.

La lapide commemorativa dell'eccidio

25 marzo. Presentato con una conferenza stampa in Regione il programma di iniziative per i cento anni della settimana rossa.

Nella foto (da sinistra): Nino Lucantoni dell'Istituto Gramsci, l'Assessore regionale Pietro Marcolini, l'Assessore del Comune di Ancona Paolo Marasca. (foto Rillo)

Senza memoria non c'è futuro

Ancona: 9 giugno 1914, i funerali dei tre manifestanti uccisi

Ancona: La Villa Rossa, sede del Partito Repubblicano

Il luogo dove sorgeva la Villa Rossa, oggi.

Gli Istituti di storia, la Camera del Lavoro e le varie Associazioni aderenti al Comitato "La Settimana rossa cento anni dopo" intendono ricordare i fatti di cento anni or sono con numerose e qualificate iniziative di carattere culturale, di ricerca e dibattito storiografico, che saranno realizzate ad Ancona a partire dal prossimo 6 giugno 2014. E' opportuno ricordare: senza memoria non c'è futuro.

Per i cento anni della settimana rossa

Le manifestazioni

Il programma sarà realizzato inizialmente nel capoluogo della Regione, dove si svolsero gli eventi che diedero luogo alla Settimana Rossa. Successivamente alcune delle iniziative programmate (la mostra, il teatro, i dibattiti) saranno proposti in altre località: soprattutto in quelle dove gli eventi ricordati hanno avuto un particolare significato. Si tratta di un progetto complesso, articolato, che tende a ricordare la Settimana Rossa sotto molteplici aspetti culturali e storici. Il progetto delinea un evento di carattere regionale e per alcuni aspetti nazionale. Le iniziative si svolgeranno negli spazi interni ed esterni della Mole Vanvitelliana, messi gentilmente a disposizione dal Comune di Ancona, dal 7 giugno 2014 (centesimo anniversario della Settimana Rossa) al 20 luglio 2014.

 

La mostra

La mostra di carattere storico e fotografico, ripercorrerà cronologicamente i fatti. I locali saranno suddivisi in nove spazi: nel primo si ricorderanno i fatti anticedenti la "settimana rossa", dal secondo all'ottavo si racconterà ciò che accadde nei giorni della "settimana", nel nono verranno rievocati il ricordo, l'eredità politica e culturale, il "mito" della "settimana rossa", nel contesto della vigilia della prima guerra mondiale. Numerose le fonti a disposizione sull'argomento; il tema è trattato in numerose edizioni della storia d'Italia, è presente nella memorialistica e nelle biografie dei diversi protagonisti, e ovviamente nelle testate giornalistiche dell'epoca, sia dei quotidiani locali che nazionali. Ampio spazio viene dedicato nei giornali stampati e diffusi dai protagonisti politici, come Volontà, Lucifero, ecc. Saranno compiute indagini negli archivi comunali di diverse città, e in quelli statali dei centri più significativi, oltre quelli marchigiani. La mostra sarà realizzata con criteri scientifici con la supervisione di uncomitato scientifico presieduto dal direttore dell'ISM Massimo Papini e dal presidente dell'ISC Marco Severini, entrambi autori di numerose pubblicazioni sul tema.

 

Le pubblicazioni

Sono previste alcune iniziative di carattere editoriale:

verrà promosso un numero speciale dello storico giornale repubblicano "Lucifero”che già nel 1914, e negli anni successivi svolse un ruolo fondamentale di sostegno e ricordo della "settimana rossa". E' prevista la pubblicazione di un volume con articoli, documenti, commenti dei protagonisti, e le foto dell'epoca

 

Teatro

In collaborazione con l'Arci di Ancona si progetta di realizzare una rappresentazione teatrale con possibili di sei repliche. Il 30 ottobre 1911 Augusto Masetti, muratore di Bologna in partenza per la Libia, ferisce un colonnello suo superiore con un colpo di fucile al grido di “Viva l’Anarchia! Abbasso l’esercito!”. Il 28 giugno 1914 lo studente Serbo Gavrilo Princip uccide a Sarajevo con un colpo di pistola l’Arciduca Francesco Ferdinando erede al trono d’Austria-Ungheria. Un mese dopo scoppia la Prima Guerra mondiale. Tra questi due eventi corre un filo teso e sottile che si confonde nella trama complicata e fitta di un’epoca, passando tra le case del popolo, per le piazze e nei palazzi, nelle pieghe di un tappeto intricato che si stende per città, borgate e campagne: sotto di esso il destino delle masse; al di sopra la volontà di pochi. L’eccidio di Villa Rossa scuote per tre volte questo filo e spezza tre giovani vite. La scossa si diffonde e genera tumulti in tutta Italia. Scioperi, scontri, sabotaggi e occupazioni incendiano per sette giorni un paese che sopravvive tra dramma e farsa, per lasciare tra le ceneri della storia quella che fu definita la “Settimana Rossa”. Attraverso testimonianze, documenti ufficiali, articoli di giornale e volantini di propaganda si ricostruisce un frammento di questa trama che di li a poco verrà lacerata dall’orrore della guerra. Una lente che si sposta veloce e si ferma sui dettagli, su passaggi che coinvolgono tanto le spinte sociali quanto l’intimità dell’individuo, in quello stato di costante tensione tra necessità e profitto che determina i meccanismi umani. Un racconto che alterna toni e linguaggi, fatto di voci e fiammate, che getta luci e prospettive differenti nel tentativo di ricomporre un disegno in cui convivono tragedia, speranza, idealismo e illusione. Un evento lontano un secolo, eppure ancora inevitabilmente presente.

 

 

VIRAGO Teatro, ARCI, Istituto Gramsci

 

FUOCHI DI GIUGNO

 

drammaturgia Adriano Ferri

 

con Chiara Coletta, Adriano Ferri, Luigi Petrolini

 

regia Luigi Moretti

 

 

Rassegna cinematografica

In collaborazione con l'Arci di Ancona si prevede di realizzare una breve rassegna cinematografica che abbia come tema “cinema e sovversione dal Risorgimento agli anni '70”, negli spazi della Mole Vanvitelliana.

 

Canti di protesta e di libertà

Sono previste due iniziative che vedranno protagonista il gruppo Controcanto composto di amici accomunati dalla passione per la musica e per il canto. "La generazione di riferimento è quella delle chitarre in piazza e nelle osterie; dei falò in spiaggia o in montagna, delle canzoni d'amore dove amore e cuore non sempre facevano rima, quella delle ballate scomode (de Andrè per tutti), della canzone politica e di impegno. Una generazione che ha avuto la speranza e l'illusione che anche attraverso la musica, le canzoni, quel modo particolare di stare assieme avrebbe potuto fare cose piene di significato... comunque accadeva un fatto importante: ci si incontrava... Per noi esserci trovati a cantare e suonare è tornato ad essere il luogo dell'incontro... un piccolo grande spazio di libertà. Uno spazio che si allarga, che coinvolge via via altri che ci incontrano, ci ascoltano e magari si mettono a cantare assieme a noi. E' il nostro viaggio, sicuramente parziale e di parte, nella memoria individuale e collettiva, una memoria che pensiamo sia giusto non cancellare ma nel nostro piccolo raccontare. E' stato anche un modo per far incontrare i nostri figli, che a volte suonano e cantano assieme a noi... aiutandoci così a continuare il racconto. Il nostro repertorio: suoniamo e cantiamo pezzi della tradizione popolare marchigiana e non, canti di lotta, di lavoro e di libertà. Nel nostro piccolo abbiamo intrapreso un lavoro di ricerca che incrocia la tradizione contadina; frutto di questa ricerca è la nostra reinterpretazione di alcuni canti che ci sono stati tramandati dai nostri conferitori: anziani stornellatori del Poggio di Ancona.

 

I componenti del gruppo sono:

 

Tonino Bori: chitarra, tastiere e voce

Marco Berti: voce e piccole percussioni

Francesca Piccinini: voce e piccole percussioni

Marco Pauri: voce, mandola e chitarra

Michele Fiorini: percussioni

Matteo Berti: fisarmonica e organetto.

 

Di seguito proponiamo un ventaglio parziale di canti proposti per le celebrazioni della settimana rossa: le 4 stagioni / l'eccidio di ancona / addio lugano / oh gorizia / la marsigliese del lavoro /son cieco e mi vedete / evviva la maria gioia / dimmi bel giovane / addio padre e madre addio /


I Giovani di ieri propongono gono un concerto organizzato dall’associazione artistica culturale e ricreativa (senza fini di lucro) di poesie e canti del Coro. Diretta dal Prof. Marco Frumeri per la regia di Ornella Lippi, dicitore Alfonso Tassi, chitarrista Maria Grazia Barboni.

 

 

Dibattiti e incontri

 Saranno organizzati durante il periodo della mostra numerosi dibattiti, tavole rotonde, presentazione di libri, incontri con storici, appositi convegni, per discutere il significato dell'evento nel contesto storico specifico. Il 14 giugno è prevista una tavola rotonda con la partecipazione di storici e studiosi.

 

1914: l'interno della Villa Rossa devastata.

 

La Settimana Rossa cento anni dopo

 

Il 7 Giugno 1914, in occasione della festa dello Statuto Albertino, anche ad Ancona venne organizzato un comizio antimilitarista per chiedere lo scioglimento delle "Compagnie di disciplina dell'Esercito". Questa rivendicazione era particolarmente diffusa tra gli strati sociali proletari, anche perché venivano inviati nelle "Compagnie" molti militanti, in particolare anarchici, a scopo “rieducazionale”.

Il governo di Antonio Salandra, insediatosi da pochi mesi e succeduto al governo presieduto da Giovanni Giolitti, aveva però vietato ogni manifestazione pubblica. Per questo, il comizio previsto ad Ancona si svolse presso la sede del partito repubblicano denominato "Villa Rossa". Vi parteciparono circa 600 persone, in particolare anarchici, repubblicani e socialisti. Parlarono tra gli altri i dirigenti della locale Camera del Lavoro (Alfredo Pedrini), del Sindacato ferrovieri (Livio Ciardi, Sigilfredo Pelizza), del PRI (Pietro Nenni e Oddo Marinelli), degli anarchici (Errico Malatesta), dei socialisti (Ercole).

 Al termine del comizio, la folla si riversò in strada per recarsi verso il centro della città. Nelle vie adiacenti erano però schierati polizia e carabinieri. I partecipanti al comizio si trovarono di fatto circondati e bloccati. Iniziarono proteste e diatribe; furono lanciati sassi; un agente e alcuni carabinieri spararono.

 Tre dimostranti furono uccisi: Antonio Casaccia, di 24 anni, Nello Budini, di 17 anni, entrambi repubblicani e Attilio Gianbrignoni, 22 anni, anarchico.

 Un'ondata di indignazione si sparse subito per tutta la città. Lo sciopero generale esplose spontaneo, poi proclamato dalla Camera del Lavoro, dalla Confederazione Generale del Lavoro, dall'Unione Sindacale Italiana, e dopo qualche giorno dal Sindacato Ferrovieri Italiano.

 Due giorni dopo si svolsero i funerali dei tre ragazzi; vi partecipò una folla immensa, oltre ventimila persone (l'area urbana di Ancona allora superava di poco i quarantamila abitanti).

 Nel contempo lo sciopero dilagò nei principali centri della Provincia di Ancona e della Regione, in Romagna, in Emilia, e nei principali centri urbani e industriali del paese: Roma, Napoli, Milano, Torino, Genova.

 Lo sciopero si protrasse per diversi giorni, fino a quando la CGL ne proclamò la fine per la sera dell'11 giugno, anche sollecitata da diverse Camere del Lavoro. Tale decisione provocò dure polemiche in chi era convinto che si potesse giungere ad una rivoluzione sociale o alla proclamazione della repubblica. Comunque, in diversi centri, lo sciopero proseguì. Furono giorni di manifestazioni e dure repressioni, 17 cittadini persero la vita: 16 manifestanti ed un commissario di polizia. Centinaia furono i feriti. Il governo mobilitò centomila soldati. Soltanto il 14 giugno, una settimana dopo l’eccidio, si poté registrare che la protesta era terminata.

 Diversi storici hanno scritto che il sommovimento popolare della Settimana rossa non aveva precedenti dalla costituzione dell'Unità d'Italia, per ampiezza e durata di partecipazione popolare.

 Anche nell'aula della Camera dei Deputati si svolsero accesi confronti, così come sui giornali nazionali e locali. Ne furono protagonisti i parlamentari delle Marche, in particolare Alessandro Bocconi, i massimi esponenti politici e sindacali di allora, come il Presidente del Consiglio Antonio Salandra, il segretario del PSI Costantino Lazzari, il segretario generale della CGL Rinaldo Rigola, il direttore dell' Avanti! Benito Mussolini, intellettuali e commentatori come Gaetano Salvemini, Giuseppe Prezzolini, e tanti altri, compreso il giovane studente universitario Antonio Gramsci.

 Gli eventi della Settimana rossa appaiono ancor più significativi se collocati nel contesto storico dell'epoca, tra la conquista coloniale della Libia e l'immediata vigilia dell'esplosione della prima guerra mondiale. In particolare nell'anno 1913 l'Italia conosce modifiche radicali con la nuova legge elettorale che afferma il suffragio universale maschile; la definizione del "patto Gentiloni" che consente l'apporto del voto cattolico alle liste liberali; le elezioni politiche che registrano un significativo successo delle liste socialiste. Sul piano sociale, il nuovo anno è caratterizzato da una ripresa del movimento sindacale, sia nei grandi centri industriali che nelle campagne. Proprio all'inizio dell'anno, il 6 gennaio, in un piccolo centro della Ciociaria, Roccagorga, i carabinieri sparano su un gruppo di manifestanti, sopratutto braccianti. Ne uccisero sette, tra cui un bambino. Da qui l'impegno preso dai sindacati che al prossimo eccidio si sarebbe proclamato lo sciopero generale. E questo appunto avvenne dopo l'eccidio di Ancona.

 

 

 

 

 

 

COMITATO PER IL 100° ANNIVERSARIO DELLA SETTIMANA ROSSA
7 giugno 1914 – 7 giugno 2014
 

Istituto Gramsci Marche (coordinamento)
Istituto Storia Marche
Istituto Storia Contemporanea
AMI (Associazione Mazziniana Italiana) - Ancona - Marche
Fondazione "Di Vittorio"- Roma
ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) - Ancona
Camera del Lavoro di Ancona - CGIL
CGIL Marche

SPI Marche - Ancona

Circolo culturale "Riccardo Lombardi" - Ancona
Dopolavoro ferroviario - Ancona
Associazione "Amici di Lucifero"
Laboratorio Culturale - Ancona
Centro Culturale Marchigiano "La Città futura"
Fondazione I° Maggio
ANPI - Ancona
Art'e fatti - Sassoferrato
Comitato Fabriano
Casa delle Culture - Ancona

I giovani di ieri - Ancona